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LA CULTURA IN MOZAMBICO

In Mozambico sono presenti 16 gruppi etnici principali. Il più rilevante è quello dei makua (che è il più numeroso), nelle provincie settentrionali; seguono quello dei makonde, anche loro al nord, famosi per le loro incisioni, i sena, provenienti dalle regioni centrali, e gli shanagaan, che predominano nelle regioni meridionali. Vi è anche una ridotta popolazione di portoghesi autoctoni (meno dell'1%), più un piccolo numero di residenti europei e asiatici.
Ognuno dei principali gruppi etnici ha la propria lingua, mentre la lingua comune e ufficiale è il portoghese. Dal momento che gli adolescenti e i giovani adulti hanno dovuto interrompere la scuola a causa della guerra civile, il portoghese tende ad essere parlato solo dalle persone più anziane o dai giovanissimi. L'inglese non è molto parlato al di fuori delle zone turistiche del sud.
Come in altre nazioni africane, anche in Mozambico sono esistite per migliaia di anni religioni animiste e numerose persone mantengono le proprie credenze, talvolta insieme a una religione strutturata. A partire dall'VIII secolo i commercianti arabi introdussero l'Islam nelle regioni costiere, mentre a partire dal XVI secolo i missionari cattolici portoghesi introdussero il cristianesimo. Attualmente circa un quarto della popolazione è musulmano, principalmente nelle provincie settentrionali e nelle zone costiere; circa un quinto è cattolico e la maggior parte della popolazione rimanente è animista.
Il Mozambico ha una ricca tradizione artistica, che, per quanto possa sembrare incredibile, continua ad essere fiorente anche dopo decenni di occupazione coloniale e dopo la guerra civile. Oggi il Mozambico esprime una delle attività artistiche più sofisticate dell'Africa. La scultura della popolazione makonde proveniente dal nord è riconosciuta come una delle più raffinate forme di arte figurativa dell'Africa, mentre a partire dagli anni Cinquanta è emerso un gran numero di pittori, ricchi di talento: probabilmente il più famoso è Malangatana, che ha esposto in tutto il mondo. Il paese è ben conosciuto per i suoi murales, molti dei quali adornano i muri di Maputo, il più grande e famoso dei quali si trova vicino all'aeroporto, è lungo 95m e riporta numerose vicende e immagini della Rivoluzione.
Leggende e tradizioni sono state conservate e trasmesse oralmente di generazione in generazione in Mozambico. La parola scritta ha assunto importanza nel XX secolo, e scrittori nazionalisti, come il poeta Jose Caveirinha, hanno fatto della realtà indomabile e spesso tragica del paese il loro soggetto. A partire dall'indipendenza sono emersi numerosi scrittori, Mia Couto compreso, i cui lavori includono 'Voci all'imbrunire' e 'Sotto l'albero del frangipani'.
La musica tradizionale è suonata ovunque in Mozambico: i Makonde del nord sono noti per i loro strumenti a fiato, conosciuti come lupembe; a sud i musicisti chope suonano la marimba, una sorta di xilofono giunto attraverso il Sudafrica, e sono famosi per le loro orchestre di marimba. La musica moderna è fiorente nelle città. La marrabenta è forse la più tipica musica del Mozambico, con uno stile leggero ispirato ai majika, i tradizionali ritmi rurali.
Data la storia del paese, la sua cucina è per lo più di derivazione portoghese, con influenze dell'Estremo Oriente. Non si può non provare le aragoste e i gamberetti di Delagoa Bay. Ci sono poi alcune specialità piccanti come il pollo piri-piri servito con 'matapa' (una salsa a base di noccioline e foglie di cassava). Nelle zone rurali è d'obbligo una sosta nei panifici per consumare gli ottimi panini freschi. La carne è scarsa, come pure alcune verdure. Nei caffé di Maputo si possono gustare caffè e torte, e un po' ovunque ci sono chioschi che vendono panini con uova o pesce.