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STORIA
DEL MOZAMBICO
LA PREISTORIA
Ominidi hanno scorrazzato per il Mozambico per oltre 2 milioni
di anni e l'Homo Sapiens ha dimorato nell'area per almeno 100.000
anni. A partire da circa 2000 anni fa i popoli bantu (così
chiamati dal loro gruppo linguistico di appartenenza) iniziarono
a immigrare nella zona, portando con sé attrezzi e armi
in ferro. Verso la fine del primo millennio numerose città
lungo la costa del Mozambico si trasformarono in porti commerciali
bantu, collegati al resto dell'Africa, al Medio Oriente e all'India.
L'influenza araba in questi porti era molto forte e lo swahili
era la lingua del commercio.
INIZIO
DEL COLONIALISMO
Questo era il Mozambico che diede il benvenuto a Vasco de Gama
nel 1498. Il suo obiettivo era quello di stabilire dei punti di
rifornimento per le navi portoghesi dirette in India, un compito
che lo portò a scontrarsi con i commercianti arabi residenti.
Il fiorente commercio di oro e avorio che ne derivò persuase
i portoghesi a superare tali contrasti, e attorno alla metà
del Settecento a questi commerci si aggiunse il trasporto degli
schiavi. Contemporaneamente i portoghesi si spostavano verso l'interno
procedendo nell'opera di colonizzazione.
Con gli inizi del XX secolo in Mozambico si andò delineando
un preciso modello di sfruttamento: invece di far progredire il
paese, i portoghesi si limitarono a dare in affitto le risorse
disponibili, inclusa la forza lavoro, in modo particolare al Sudafrica
e alla Rhodesia, sottraendo così larga parte della forza
lavoro maschile. Un numero ancora maggiore di uomini lasciò
il paese dopo che le già difficili condizioni di lavoro
peggiorarono sotto il governo del presidente fascista Antònio
Salazar che governò il Portogallo dal 1932 al 1968. Salazar
introdusse colture estensive come il cotone e il riso, richiedendo
la presenza di tutti i maschi oltre i 15 anni nelle piantagioni,
dove spesso dovevano lavorare incatenati. L'incremento delle colture
estensive fu accompagnato da una drastica riduzione della produzione
alimentare, che portò a una diffusa carestia negli anni
Quaranta e Cinquanta.
A rendere la situazione ancora peggiore i portoghesi non operarono
alcun investimento sociale in Mozambico: dei pochi ospedali e
scuole esistenti, la maggior parte era situata nelle città
e riservata ai portoghesi, agli altri bianchi e ai privilegiati
asimilados africani. Si arrivò al capolinea quando, nel
1960, i soldati portoghesi aprirono il fuoco sui manifestanti
disarmati che protestavano contro le tasse, uccidendo circa 600
persone. Nacque così il movimento indipendentista.
LA GUERRA
CIVILE
Il Fronte
di Liberazione del Mozambico, o Frelimo, si formò nel 1962.
Capeggiato da Eduardo Mondlane, si prefiggeva di liberare il paese
dal governo portoghese. La guerra si protrasse per oltre 10 anni,
concludendosi effettivamente nel 1974 quando il regime fascista
venne destituito. L'indipendenza del Mozambico venne proclamata
il 25 giugno del 1975, e da quel momento cominciarono davvero
i problemi.
I portoghesi se ne andarono nottetempo, se così si può
dire, abbandonando il paese nel caos. Mancando le competenze professionali
e le infrastrutture, con i capitali ridotti allo stremo, l'economia
crollò. Il Frelimo, divenuto il partito di governo, si
rivolse allora ai regimi comunisti dell'Unione Sovietica e della
Germania orientale per un aiuto.
Con l'inizio degli anni Ottanta il paese rasentava la bancarotta,
il denaro era senza alcun valore e i negozi vuoti. In aggiunta
a questa instabilità andavano crescendo le tensioni tra
il Mozambico, la Rhodesia e il Sudafrica, decisi a destabilizzare
il Mozambico per aver ospitato basi nascoste dei loro rispettivi
movimenti indipendentisti. I ribelli del Mozambico addestrati
in Rhodesia formarono la Resistenza Nazionale Mozambicana, o Renamo,
e finirono sotto il comando del Sudafrica.
Quanto avvenne in seguito è stato descritto con lo stereotipo
della guerra civile, ma taluni fanno notare che la Renamo venne
creata, addestrata e sostenuta da agenti stranieri. L'obiettivo
della Renamo era quello di distruggere completamente le infrastrutture
sociali e di comunicazione del Mozambico per giungere alla destituzione
del governo. Nel 1983 siccità e carestia gettarono il paese
in ginocchio. La Renamo compì attentati contro i convogli
umanitari e bruciò i magazzini di cereali. Il Frelimo cedette
gradualmente alla pressione e iniziò ad aprirsi all'Occidente,
che rispose con l'invio di alimenti.
Le relazioni con il Sudafrica sono leggermente migliorate negli
ultimi anni Ottanta, ma la minaccia della Renamo non fu debellata
se non quando il Frelimo nel 1990 rigettò l'ideologia marxista.
LA PACE
E IL PERIODO ATTUALE
Entrambe le parti firmarono un trattato di pace nel 1992, mettendo
ufficialmente fine alle ostilità. Le elezioni del 1994
sono state sorprendentemente tranquille e corrette, dando come
risultato l'elezione del capo del Frelimo, Joaquim Chissano, alla
presidenza. Da allora il Mozambico ha fatto molto per la propria
ricostruzione, per quanto le mine antiuomo, la siccità
e le carestie (delle quali una recente nel 1998) abbiano continuato
a tormentarlo.
Nel giugno 2002 Chissano ha confermato di non aspirare a un terzo
mandato, pertanto il Frelimo alle elezioni presidenziali del 2004
ha candidato e vinto con il proprio segretario generale, Armando
Guebuza, un veterano della guerra coloniale.
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