PROGETTO MOZAMBICO ONLUS
PROGETTI

Vita S.I.D.A.

For.za

Moduli formativi

Altri interventi


Scuola Momola



 


FOR.ZA - Formazione in Zambesia

A partire dal gennaio 2005. a quasi un anno dall'avvio del progetto "Vita S.i.d.à", l'Associazione Progetto Mozambico Onlus ha ritenuto di affiancare un nuovo progetto di formazione con l'obiettivo di sensibilizzare la popolazione della Zambesia sulla conoscenza e prevenzione dell'aids.

Questo progetto è denominato "For.za! Formazione in Zambesia" e verrà sviluppato in collaborazione con i missionari della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore, radicati in diverse aree della regione.

L'area di intervento del progetto è la Zambezia, regione nel Centro Nord del Mozambico. Tale provincia ha una superficie di 108.000 Km2 con una popolazione pari a 3,5 milioni di abitanti ed è composta da 17 distretti amministrativi. Il capoluogo è Quelimane dove è situato l'ospedale provinciale che può ospitare 420 posti letto e rappresenta uno dei 7 ospedali provinciali presenti in tutto il Mozambico.

La percentuale di persone colpite dall'HIV nel 2002 in Zambesia si attesta intorno al 20% circa della popolazione. Nonostante la presenza di questa pandemia sociale e sanitaria, nella provincia della Zambesia non vi sono numerosi interventi sanitari organizzati per la cura e la prevenzione dell'Aids.

L'iniziativa prevede la costituzione di un'equipe di dieci formatori, competenti sulle tematiche legate all'Aids, sulle tecniche di comunicazione e di approccio all'argomento. Tra i membri troviamo la stessa dott.ssa Lucia De Franceschi e Maria Grazia Emanuelli, la volontaria trentina della nostra associazione che opera ormai da due anni come direttrice della scuola di arti e mestieri presso il polo scolastico di Gurue.
L'equipe, dopo aver incontrato i capi delle 600 comunità cristiane della Zambesia, al fine di far condividere e comprendere le finalità di questa azione, passerà alla formazione di un rappresentante per ciascuna comunità, attraverso quattro incontri lungo l'anno, realizzati creando 13 gruppi in corrispondenza dei tredici centri pastorali.
Spetterà poi al singolo delegato trasferire le conoscenze acquisite ai membri della propria comunità, organizzando a sua volta incontri e facendo arrivare loro opuscoli contenenti informazioni sulla prevenzione e la cura dell'Aids, sulle norme igienico-sanitarie di base, sull'approccio e la vicinanza al malato.